Trasformazione dell’universo

Trasformazione dell’universo

Eugenia Cosentino, traduttrice italiana dell’Agenda di Mère e di molte pagine di Sri Aurobindo, racconta la sua esperienza ad Auroville, parla dell’incontro con Mère e delle profezie di Sri Aurobindo per gli anni a venire.

Quando è andata ad Auroville per la prima volta?

Ci sono andata ai primi di novembre del 1969. Avevo un incarico ufficiale da Roma perché facevo parte di un piccolo gruppo di insegnanti che dovevano visitare varie scuole all’estero, e prendere degli spunti per quei cambiamenti che tutti noi sentivamo urgenti nella scuola italiana.

Come mai ha deciso di andare proprio ad Auroville?

Sembrerà strano, ma è stato un incontro casuale con una persona che viveva ad Ascona. Questo amico, un pittore, saputo che ero alla ricerca di nuove idee per la scuola, mi ha consigliato di visitare quella creata da Aurobindo e Mère, affermando che si trattava di una scuola veramente interessante ed avanguardistica. In seguito, questo stesso amico, ha commentato il mio interesse per gli insegnamenti di Aurobindo e Mère dicendo che era arrivato il mio momento. “Eri come qualcuno che aspetta il tram”, mi hanno detto. “Il tram è arrivato e tu sei salita”.

La scuola di Auroville era una scuola privata?

In un primo tempo sì, ma poi è stata riconosciuta dallo stato indiano grazie all’impegno personale di Indira Gandhi.

Come le è sembrata quella scuola?

Affascinante. Era il mio posto. I bambini entrano a due anni e mezzo ed escono a venti, non è una cosa poco. È incredibile quello che fanno… gli insegnanti hanno il compito di togliere dalla psiche umana tutte quelle cose che ci fanno ammalare e ci fanno diventare mezzi matti, perché siamo tutti mezzi matti. Ma oltre a questo, la scuola in sé è bellissima: ha due palestre! Io ho insegnato per circa quarant’anni nelle scuole medie superiori, al liceo, negli istituti superiori, ma non ho trovato mai trovato palestre simili da nessuna parte. Lì c’era una palestra coperta con tutti gli attrezzi per la ginnastica e l’altra all’aperto con piscine. E oltra a questo, due pomeriggi di musica alla settimana! Uno di musica occidentale e uno di musica orientale. Non potevo trovare niente di meglio. I ragazzi stanno a scuola dalle otto e mezza del mattino alle cinque e mezza del pomeriggio. Anche il pasto di mezzogiorno viene servito alla mensa della scuola. Quando Mère era ancora in vita, prima di cominciare le lezioni, i bambini e i ragazzi sfilavano davanti a lei e le davano ciascuno una rosa. Mère, a sua volta, faceva loro dei piccoli regali: era una cosa bellissima.

Come era mère?

Era stupenda. Posso dirle solo questo: come mi sono seduta di fronte a lei, sono caduta ai suoi piedi singhiozzando, io che non piango mai! Non sapevo quello che facevo: ero inginocchiata ai suoi piedi e piangevo. Lei ha chiamato una sua collaboratrice che mi ha condotta fuori.

Quindi non ha mai rimpianto di essere salita su quel tram?

Non solo non ho mai rimpianto, ma non volevo più scendere! Non volevo più tornare in Italia, ma Mère mi ha detto: “Qui, di donne come te ce ne sono tante. Il tuo compito è di tornare nel tuo paese e di diffondere là il pensiero mio e di Sri Aurobindo”. Cosa potevo dire? Ho ubbidito, anche se mi è costato molto.

In seguito a quel primo viaggio è tornata ad Auroville?

Certamente. Mère mi aveva incoraggiata a tornare e a fare anche lunghi soggiorni ad Auroville, cosa che ho potuto fare quando sono andata in pensione. A volte rimanevo anche tre mesi di fila. Ci sono andata otto volte in tutto. Mia figlia, dopo la terza liceo, ha fatto un anno di scuola là. Intanto però, traducevo dal francese le Agende di Mère. In sei o sette anni ho tradotto tutti i tredici volumi delle Agende. Il primo volume l’ho presentato a Milano, al Circolo della Stampa, nel 1972, o forse nel 1973…

Quindi poco prima della morte di Mère?

Proprio così. Dopo la sua morte mi sono impegnata ancora di più nel compito di diffondere il suo pensiero. Ho tradotto e tradotto…Ogni sei mesi circa usciva un volume delle Agende.

Ha tradotto anche opere di Sri Aurobindo?

Ho tradotto un suo libro dedicato al filosofo greco Eraclito. Un libro in cui la filosofia di Eraclito viene messa in relazione ai Veda e alla filosofia indiana. Ho anche tradotto molti frammenti, ma nessun altro libro intero. Per me la difficoltà stava nella lingua: Aurobindo scriveva in inglese, mentre nel caso di Mère, le sue opere erano in francese, una lingua che so benissimo, dato che mi sono laureata in filosofia alla Sorbona. Aurobindo, prima di morire, ossia negli anni Cinquanta del secolo scorso, sapeva già quale sarebbe stata la trasformazione della terra.

Noi stiamo ancora facendo l’ultimo pezzo di strada “in salita”, dopo che per generazioni l’umanità ha camminato “in piano”. Per il 2012 Sri Aurobindo ha previsto una trasformazione globale dell’universo. In questo senso il suo pensiero si riallaccia a quello di Platone. Platone ha affermato che l’uomo vive in una caverna buia e che ciò che crede sia la realtà sono dei semplici riflessi sulla parete della caverna. Non credo molto negli effetti benefici della psicologia, ma sono certa che Freud avesse capito che l’umanità moderna sta facendo il lavoro che Platone a suo tempo aveva detto di fare; ossia di pulire questa caverna piena di lordure. Perché noi in questa caverna abbiamo gettato di tutto… Ma già arrivare a vedere queste cose è un altro modo di vivere.

Florinda Balli

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