Astrologia karmica per conoscersi ed evolvere

Astrologia karmica per conoscersi ed evolvere

Enrica Franciolini è laureata in Fisica e astrologa: un abbinamento che può apparire insolito se si pensa allo scetticismo con cui gli ambienti scientifici trattano solitamente l’Astrologia. Alla scontata obiezione che gli astri non possono logicamente influire sul destino umano, Enrica risponde sostituendo alla relazione lineare causa-effetto, il principio sincronico della risonanza tra macrocosmo e microcosmo. Ma non è tutto: Enrica Franciolini ha anche interesse per un tipo di Astrologia considerata particolarmente esoterica, tanto da non essere praticata da molti astrologi “normali”, l’Astrologia karmica. Le abbiamo chiesto di illustrarci questo tema poco noto.

Che cos’è l’Astrologia karmica e in che cosa si distingue dall’Astrologia classica?L’Astrologia karmica è una branca dell’Astrologia che si occupa di punti particolari dell’oroscopo che ci parlano di vite precedenti. In questo senso l’Astrologia karmica si rifà all’approccio di quelle filosofie, soprattutto orientali, che ammettono la reincarnazione dell’anima dopo la morte. Sappiamo che questa dottrina della reincarnazione era nota anche in Occidente, nell’Antichità, e che è poi stata bandita dalla Chiesa dopo i Concilio di Nicea.

Quali sono gli elementi dell’oroscopo che ci parlano di vite precedenti?
Da un punto di vista tecnico il tema natale rappresenta una sorta di fotografia del cielo al momento della nascita di una persona. Da questa “fotografia” si ottengono tutte le informazioni sul carattere e sulle linee del destino da cui si possono ricavare i lavori previsionali che vengono fatti in Astrologia classica. La differenza fondamentale con l’Astrologia karmica è che l’Astrologia classica si ferma agli aspetti del carattere e di tutte le principali linee del destino, ma non considera gli aspetti esoterici del tema natale. Quindi l’Astrologia evolutiva karmica non contraddice affatto l’Astrologia classica ma rappresenta al contrario un ampliamento e un arricchimento di quest’ultima. In certi casi addirittura fornisce delle spiegazioni a fatti che altrimenti resterebbero inspiegabili.

Esistono dei parallelismi tra l’Astrologia karmica e le varie tecniche di regressione che permettono, a quanto si dice, di accedere a vite precedenti?
Non sono esperta di queste tecniche, ma posso dire che l’Astrologia non permette di “vedere” una o più vite precedenti. Si tratta di un approccio più intellettuale. L’Astrologia in sostanza fornisce un quadro generale di quanto c’è da risolvere. Non è escluso tuttavia che certe persone che hanno fatto esperienze regressive possano riconoscere certi elementi emersi durante queste sedute. Un’altra differenza fondamentale è che dal tema astrologico karmico non si può sapere il tipo di vita cui ci si riferisce quando si parla di un determinato problema. Un certo aspetto può venire da una vita recente come da una vita molto lontana. L’Astrologia non ci dirà se eravamo quella persona piuttosto che un’altra.

Ciò nonostante l’Astrologia karmica è utile?
Certo, perché il cerchio del tema natale karmico può essere considerato come una specie di proiezione ortogonale di tutti i punti di vite precedenti che non sono stati risolti al momento della nascita, ma che possono risolversi in seguito. Questa è, direi, una differenza importante rispetto all’Astrologia classica che, nonostante quanto si dice, è molto più determinista. Con l’Astrologia karmica possiamo vedere quanto sia possibile cambiare il nostro destino lavorando sui punti non risolti. Il maestro dal quale ho imparato l’Astrologia karmica, il francese Alexandre Volguine, sostiene addirittura che certi aspetti considerati negativi dall’Astrologia classica possono essere potenzialmente positivi a condizione di saperli sfruttare utilizzando il proprio libero arbitrio. Ovvio che se non facciamo nulla, questi aspetti si possono ritorcere contro di noi.

Che cosa analizza l’Astrologia karmica?
Ci sono dei punti dell’oroscopo che vengono riletti ai fini dell’Astrologia karmica. Uno di questi è l’Imocielo che in termini tecnici è la Cuspide, ossia l’inizio della Quarta Casa, che nell’Astrologia classica è considerata la casa della famiglia d’origine. In Astrologia karmica invece è considerato come la casa dell’anima, perché l’anima è l’origine da cui proveniamo. Certi astrologi considerano addirittura il segno in cui cade l’imocielo come il segno della vita immediatamente precedente quella attuale. Da questo punto ricaviamo delle informazioni importanti sul tipo di anima da cui proveniamo. Altri punti da prendere in considerazione sono i pianeti dominanti, che vengono considerati anche nell’Astrologia classica. Sappiamo che i pianeti sono dieci in tutto, calcolando anche il sole e la luna. Bisogna quindi stabilire quali sono i pianeti che hanno un influsso preponderante per la persona. Secondo l’Astrologia classica, a ciascun pianeta corrispondono certe caratteristiche della personalità, mentre per l’Astrologia karmica i pianeti danno indicazioni sia su caratteristiche che ereditiamo da vite precedenti, sia sui nostri talenti. Quindi ogni pianeta può rappresentare un talento, ma anche un rischio.

Potrebbe fare un esempio?
I primi sette pianeti sono chiamati “le sette sfere” e sono: Mercurio, Venere, Saturno, Giove, Marte, Luna e Sole. Questi pianeti erano conosciuti anche dagli antichi. Con questi pianeti l’Astrologia antica riusciva a coprire tutti i significati della vita comune. Bisogna tenere presente che l’Astrologia antica non è nata per l’individuo, ma per gli studi di collettività. Ciò significa che l’astrologo era esclusivamente astrologo di corte e lavorava per il sovrano. Il sovrano e la sua corte infatti erano gli esseri più evoluti della nazione. Quindi attraverso lo studio della vita e del destino del re l’astrologo deduceva l’andamento del paese in generale.

Questo significa che se, ad esempio, il sovrano nel suo oroscopo aveva degli elementi che lo destinavano a essere pacifico, benevolo, a occuparsi di cultura e di arte, per il popolo si prospettava un periodo di pace e di prosperità, mentre se il sovrano propendeva per le imprese belliche, il popolo doveva prepararsi ad anni di guerra?
Esattamente: dall’andamento del sovrano si ricavava l’andamento del popolo. Infatti a quei tempi il popolo, la massa, non leggendo, non scrivendo, non avendo nessuna specie di cultura, non aveva una sua identità di libero arbitrio. Ma anche la vita spirituale dell’élite era perfettamente descrivibile con le sette sfere. Faccio un esempio: Saturno dava un quadro delle morti e delle carestie, l’andamento di Marte permetteva di analizzare perfettamente le guerre. Con Giove si analizzava il piacere, l’abbondanza. Quindi i canoni erano quelli. Tutto l’aspetto spirituale era governato da Saturno, che era il pianeta dell’ascetismo e del sacrificio. Quindi la tipica contrapposizione esistente nell’antichità tra vita una spirituale fatta di rinunce e una vita una materiale che comprendeva i piaceri della carne, era rappresentata da Saturno da un lato e da Giove dall’altro. Gli unici che fuoriuscivano da questo inquadramento della vita erano i cosiddetti personaggi eccezionali, come Leonardo da Vinci. Di loro potremmo dire che sono nati fuori epoca, forse per illuminare un percorso futuro. Oggi forse li chiameremmo dei disadattati sociali.

Che cosa ha segnato il cambiamento dell’Astrologia?
La scoperta dei nuovi pianeti è stata fondamentale.  Questi nuovi pianeti sono: Urano, Nettuno e Plutone. Urano è stato scoperto nel 1784 e a quel punto gli astrologi sono caduti nel panico perché non sapevano quale archetipo attribuire al nuovo pianeta. Tutti gli altri abbinamenti: come ad esempio il Sole, legato al principio maschile paterno, Venere alla bellezza e all’amore, Marte alla guerra e così via, risalgono infatti a una remota antichità. Quindi gli astrologi hanno applicato il principio del “come in alto così in basso” enunciato da Ermete Trismegisto secondo il quale l’Astrologia non è legata a un principio di causa-effetto bensì alla sincronicità.

Che cosa si intente con questo?
Si intende che non è il transito di Plutone sul mio segno a causare un certo accadimento nella mia vita, bensì il fatto che entrambe le cose rientrano nel quadro di un certo momento temporale. Il tutto secondo il principio del “come in alto, così in basso”. Si tratta del principio che Carl Gustav Jung chiama sincronicità: ciò che accade nel macrocosmo accade anche nel microcosmo. Il destino del singolo si evince dalla lettura dell’universo in un dato momento. Quindi, per attribuire un valore simbolico a Urano, gli astrologi si sono guardati attorno per vedere che cosa stava succedendo nel collettivo in quegli anni. Si sa che la fine del Settecento è stata caratterizzata da grandi rivoluzioni: la Rivoluzione francese, la Rivoluzione americana, la rivoluzione industriale. Di conseguenza a Urano è stato associato il concetto di rivoluzione e di tutto ciò che la rivoluzione comporta, anche improvvisi scoppi di violenza simili al fulmine o alla scossa elettrica. A queste prime associazioni se ne sono aggiunte altre, tanto che oggi Urano è abbinato alla fantascienza, ai viaggi spaziali, ai computer, in pratica a tutto ciò che rivoluziona la vita. A Nettuno invece è stata associata la trascendenza e ciò ha dato una svolta alla vita spirituale. Come abbiamo visto, in passato, la vita dello spirito era stata dominata da Saturno. Ciò significava che la spiritualità era vista come rinuncia, isolamento, sacrifico e ascetismo. Con Nettuno invece la spiritualità assume una valenza diversa, più cristica, paradossalmente. Possiamo essere spirituali pur continuando a fare una vita normale purché aiutiamo il prossimo. Da qui la medicina, e in generale tutto ciò che ha a che fare con l’aiuto agli altri. Nettuno presiede anche alla meditazione, ai viaggi, all’arte, a tutto ciò che innalza. Plutone dal canto suo è considerato il pianeta del potere, quel potere che si acquisisce attraverso un percorso esoterico o interiore. Quindi il potere che il guru esercita sui discepoli, o il potere che una persona dotata di certi doni può acquisire. Quando il demonio sfida Gesù a scendere dalla croce gli chiede di manifestare proprio questi poteri.

Che influenza hanno i nuovi pianeti in Astrologia karmica?
Le persone che nel loro tema natale hanno gli ultimi tre pianeti in posizione dominante sono cosiddette “anime antiche” e quindi sono in un certo senso “più avanti” sulla strada evolutiva.

Perché?
Perché più il tema natale sarà dominato da pianeti “bassi”, come Venere, Marte e persino Giove, e più la persona sarà occupata in questa vita a raggiungere degli obbiettivi esistenziali. Si dice che, dopo una conferenza di Krishnamurti, una persona gli abbia chiesto che utilità potesse avere la sua filosofia per qualcuno che non aveva né una casa, né il denaro necessario per mangiare. Al che Krishnamurti rispose che quella persona, prima di occuparsi di filosofia, doveva pensare a trovare casa e un lavoro che gli permettesse di sopravvivere. Chi si dibatte tra problemi molto concreti è spesso un’anima più giovane di chi invece ha pianeti dominanti di un certo spessore i quali indicano che è già passato attraverso certe situazioni in altre vite e che ora può occuparsi della sua evoluzione interiore. Non bisogna però credere che vite del genere siano esenti da difficoltà e rischi. A volte si vedono persone plutoniane che in vite passate hanno abusato dei loro poteri, ad esempio facendo magia nera, e che nella vita attuale sentono di avere dei poteri ma non li possono utilizzare. Direi persino che più l’evoluzione sale e maggiore è il rischio. Quindi è importante, analizzando i pianeti dominanti di una persona, capire quali sono i suoi talenti ma anche quali sono i rischi cui è esposta. Plutone, come abbiamo visto ha a che fare con i poteri. Nettuno invece è legato ai talenti intellettuali, agli strumenti di coscienze abbastanza evolute, ma se qualcuno nasce con un Nettuno dominante e magari è ancora basso nella sua evoluzione, corre il rischio di diventare un tossicomane, perché la droga è un modo veloce e facile per trascendere, per conoscere altri mondi, ma poi naturalmente ha effetti devastanti. Quindi lo studio dei pianeti dominanti in Astrologia karmica permette di scoprire quali sono i nostri talenti e anche quali sono i rischi da evitare. Poi ci sono i pianeti retrogradi che rappresentano anch’essi dei punti non risolti. Persino un pianeta solitamente visto come positivo risulta meno efficace se retrogrado e quindi bisogna capire che cosa implica questa difficoltà.

Quali sono gli altri temi importanti in un oroscopo karmico?
Ci sono tutta una serie di punti da calcolare che non sono pianeti, ma che hanno una grande importanza. Ad esempio i due Nodi Lunari, quello Sud e quello Nord, che vengono anche chiamati “Testa del drago” e “Coda del drago”. Il Nodo Sud rappresenta un’eredità, un talento acquisito su cui non serve lavorare. Quello Nord invece viene addirittura chiamato da certi testi “punto di sfida evolutivo” ed esprime sempre delle difficoltà sia per il segno in cui cade, sia per la casa in cui si trova, sia per i suoi vari aspetti. Qui naturalmente interviene il libero arbitrio, perché sta a noi capire e superare queste difficoltà, oppure fermarci. Stessa cosa le Case intercettate che indicano settori della nostra vita particolarmente problematici.

E la Luna Nera?  Viene presa in esame come simbolo del femminile oscuro?
Certamente.  Tra l’altro la Luna Nera ha una particolare importanza per chi applica l’Astrologia alla Psichiatria e alla Criminologia, soprattutto per quanto concerne le patologie di tipo sessuale. Ci sono poi i vari “encadrements” della Luna, ossia i pianeti che precedono e seguono immediatamente la Luna nel tema natale e che rappresentano rispettivamente un’origine e una potenzialità da un punto di vista emotivo. Si possono anche ricavare certe affinità con epoche e popoli particolari che si possono far risalire a vite passate. Queste ultime sono indicazioni che spesso trovano riscontro nelle preferenze della persona. Ma questo non è certo lo scopo dell’Astrologia karmica.

Lo scopo è di scoprire i punti su cui dobbiamo lavorare per portare a termine i compiti di questa incarnazione?
Infatti. Metto sempre in guardia chi mi contatta dicendo che il tema karmico non è un divertimento. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che non bisogna fare del terrorismo, ma se ti avvicini all’Astrologia evolutiva devi essere pronto a sentirti elencare tutta una serie di punti sui quali devi lavorare. Altrimenti mi sembrerebbe tempo e denaro sprecato.

Sono molte le persone che si avvicinano all’Astrologia karmica?
Pochissime. Oltretutto non spingo mai in questa direzione. Certo, conoscendo l’Astrologia karmica, anche se faccio un oroscopo tradizionale, includo sempre qualche informazione legata ad esempio ai Nodi lunari e all’Imocielo. Tuttavia non insisto se vedo che non c’è il terreno adatto per questo tipo di approccio. Un vero oroscopo karmico è molto più completo e approfondito e richiede un altro tipo di apertura.

 

Per saperne di più: astroenrica@hotmail.com

 

 

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