Nuova coscienza

Nuova coscienza

Un essere umano completo, collegato con l’Unità, dispone di una coscienza ampliata. Ciò richiede due condizioni fondamentali: l’integrità e la capacità di vivere con questo dono.

Alla svolta del millennio, sta per spezzarsi il silenzio che era stato imposto per lungo tempo allo Spirito umano. Questa è un’epoca diversa da tutte quelle che l’hanno preceduta: l’uomo dispone di strumenti che gli permettono di decidere se lanciarsi in azioni distruttive o se invece costruire un nuovo futuro. Oggi più che mai sono necessari il dialogo, la sensibilità e l’impegno universali per allargare il concetto di patria a tutta la Terra e per contribuire all’evoluzione dei nostri fratelli. Famiglia, nazione, umanità, pianeta, galassia, sono termini che rappresentano esseri spirituali la cui origine si collega all’esseresupremo, ossia a Dio.

Tutta l’organizzazione politica, economica, religiosa e sociale partiva in origineda una giusta comprensione dell’essere umano individuale e collettivo, e costituiva quindi la base peruna autentica evoluzione. Tale giusta comprensione è parte del patrimonio di sapienza dell’umanità,delle tradizioni orali dei popoli e della concezione moderna dell’antropologia. Un essere umano completo, collegato con l’Unità, dispone di una coscienza ampliata. Ciò richiede due condizioni fondamentali: l’integrità e la capacità di vivere. Scopo dell’espansione della coscienza è di permette un’evoluzione equilibrata ed armonica, così da garantire benessere, pace, felicità e abbondanza a tutti gli esseri umani e non soltanto ad alcuni di essi. La nostra vita collettiva è determinata dalla cultura e dalla civiltà.

Queste due parole non sono sinonime; la parola “cultura” indica il numero e la varietà delle espressioni umane, le credenze, i costumi, l’arte, la filosofia di vita e così via, mentre il termine “civiltà” indica il livello di sentimenti umani e di intelligenza presenti in una determinata cultura. E’ quindi possibile che una struttura sociale ben elaborata e provvista di un altro grado di cultura non sia affatto civile. Mentre la civiltà dovrebbe sempre avere la priorità sulla cultura. Se vogliamo costruire ed agire un nuovo futuro dobbiamo cercare una visione universale ed efficace su cui basarci. Non possiamo parlare di Nuova Era se non sviluppiamo “l’Intelligenza che vuole il Bene” un’intelligenza tesa al servizio e all’elevazione. Perché si sviluppi questo tipo di intelligenza è fondamentale che nasca una “cultura cortese” formata da un tipo di “gente” che potremmo chiamare Aristocratici del Cuore.

Non si tratta assolutamente di un’aristocrazia fatta di titoli ereditari, bensì di un’aristocrazia basata su determinate qualità dello spirito. Questi “aristocratici” sono “gente” con la mente e i sensi evoluti.Oggi si parla molto di Nuova Era, di nuovo ordinamento sociale e via dicendo, ma perché tutto ciò si realizzi bisogna prima di tutto che l’uomo si trasformi, in modo da avere valori personali e collettivi diversi da quelli attuali. Infatti, parallelamente a questi annunci di un futuro migliore, constatiamo che le società occidentali si trovano in uno stato di profonda disgregazione. L’uomo si è separato dal Tutto e non possiede nessuno di quei “valori eterni” ricercati da tutti i saggi dell’antichità.

Come è possibile parlare di nuovo ordinamento sociale se l’attore di questo ordinamento si trova in stato di conflitto, e privo di contatto con l’Unità? La Nuova Era apparirà solo se l’uomo ritroverà tale contatto. Ma che cosa sono i “valori eterni” e in quale momento della storia occidentale l’uomo se ne è allontanato? I valori eterni sono quelli che derivano da una visione teleologica del mondo, una visione che dà uno scopo e una giustificazione all’esistenza umana. Questa visione è alla base dell’affermazione secondo cui l’Universo è il macrocosmo e l’Uomo il microcosmo. Veniamo ora all’origine della frattura fral’uomo e il Cosmo. La storia occidentale comincia sotto l’egida della visione teleologica che ilmessaggio cristiano venuto più tardi – riafferma. Si potrebbe dire che la “crisi” della civiltà occidentale è legata ad una erosione di quei valori che ne hanno determinato e guidato gli albori. Infatti, tra le varie civiltà antiche esistevano delle analogie che sono andate distrutte in questa epoca. Stiamo parlando di civiltà cosmologiche.

Queste civiltà avevano una caratteristica comune: in esse il poterepolitico non era separato dal potere spirituale. Si trattava quindi di regimi teocratici. L’uomo era considerato un’immagine perfetta di Dio e non il semplice prodotto di una evoluzione fisico-chimica. La frattura definitiva con questo modello di pensiero fu portata dall’avvento dell’Impero romano. Roma fu il maggior impero dell’antichità e fu in seno a quell’impero che sorse il cristianesimo primitivo, poi distrutto e sostituito con la Chiesa Cattolica Romana. Ai tempi di Roma, i mercanti accompagnavano le truppe imperiali nelle campagne di conquista, allo scopo di comprare e vendere merci ai soldati e alle popolazioni locali. Si potrebbe dire che furono i precursori del capitalismo cosmopolita.

Roma garantiva una rete di strade sulle quali i suoi mercanti potevano transitare in tutta sicurezza assieme alle sue legioni e alle sue merci. Alla caduta dell’impero, i soldati si ritirarono, le strade si fecero pericolose e subentrò un periodo di assenza di autorità. Parallelamente i cristiani primitivi, per salvarsi da predoni e briganti cercarono la protezione dei “borghi” dove si trovavano altri loro correligionari. All’interno di quei feudi regnavano la pace e la sicurezza garantite dai cavalieri che vi abitavano. A poco a poco cominciarono ad arrivare anche i mercanti. Nacquero così quelli che chiameremo “borghi esterni”. I cavalieri e signori di quei tempi rispettavano l’etica derivata dalla fede che essi avevano abbracciato. A quei tempi lo stesso atto di vassallaggio era spontaneo e sigillato pubblicamente. Il nuovo vassallo desiderava vivere in pace sotto la protezione di armi leali. L’etica dei signori feudali non consentiva il commercio.

Questo era gestito dai mercanti. In quei tempi latrascendenza umana non veniva negata. Fu un tempo di spiritualità vigorosa e mitica. Roma era stata una società “pratica”, creatrice del Diritto Positivo. Man mano che si andava cancellando la certezza che l’uomo è figlio di un Dio creatore e di una Sua Legge che tutti seguono, nasceva il bisogno di un Diritto Positivo che non è se non l’espressione dei poteri e degli interessi dominanti, anche se ingiusti e spuri. Ben presto questo tipo di legge si impose nei borghi esterni, nei settori del commercio, della politica e della religione. Gli antichi combattenti cominciarono a interessarsi all’attività dei commercianti e nacque la borghesia.Per la borghesia l’antica etica non esisteva e l’unica legge era quella del commercio. Gli antichi regimi teocratici garantivano all’uomo il libero arbitrio in virtù dellegame spontaneo che si crea tra l’essere umano e l’ambiente fisico e culturale nel quale è nato.

Una volta scomparsi il libero arbitrio, l’etica, la libertà e la comunione con il Cosmo apparve il Rinascimento che significa nuova nascita, ma che cosa nacque? Nacque ciò che viene chiamato libertà intellettuale. Quest’ultima divenne la filosofia della Rinascita e segnò la fine della teocrazia e del cristianesimo primitivo. Uno dei tratti caratteristici della libertà intellettuale era l’opposizione a tutto quanto rappresentava o simboleggiava i valori spirituali sia nelle idee che nei costumi. Da che cosa poteva liberarsi l’intelletto, se non da Dio? Il nuovo pensiero conquistò il clero e la nobiltà. Fu in questo clima che si impose la Riforma di Lutero. Prima di allora nessuno aveva contestato l’autorità spirituale di Roma.

La Chiesa romana aveva rivendicato l’autorità di ungere e incoronare dei re, di fabbricarli spiritualmente. Quindi, dal momento in cui si cominciò a contestare l’autorità di Roma, si contestò anche il potere dei monarchi, che poggiava su di essa e i re cominciarono ad essere abbattuti. Così, il concetto di libertà, che un tempo era solo intellettuale, entrò nel campo politico. Con il passare del tempo, quindi, la tendenza libertaria intellettuale non si limitò più unicamente alla contestazione dell’autorità spirituale di Dio, dell’esistenza di un potere immanente e di una legge divina. Venne il tempo del razionalismo e dell’empirismo; la moda del “libero-pensiero”. La scienza, uscita dai laboratori degli alchimisti, si trasformò in un metodo sperimentale empirico che prese il posto occupato un tempo da Dio, come soluzione di tutti i problemi e chiave della liberazione umana.

L’uomo, decaduto dalla propria origine divina, inventò e sostenne l’evoluzione darwinista. Ma questo pensiero libero “modesto e semplice” offre il pretesto a un concetto erroneo di libertà quale base per le azioni umane: una libertà avulsa dall’etica e da una visione cosmica. L’ideologia degli uomini è determinata dal materialismo. Scomparsa la società spirituale , la nuova società comincia ad avere necessità maggiori, più complesse, più razionali. Nasce e cresce quindi la necessità della produzione su larga scala. Nel Medio Evo il profitto era considerato come peccaminoso e indifendibile. Nell’era moderna l’etica diventa facoltativa. Sorgono gli scenari del secolo XVIII, della Rivoluzione industriale e della crescita operata dalla nostra società fino ad oggi. La libertà di pensiero legata al materialismo dialettico, alla scienza positivista e ai sistemi economici e sociali moderni è libertà contro lo spirito, contro l’unità e contro il Tutto.

Non possiamo pretendere di entrare in una Nuova Era senza ristabilire la connessione spirituale. Solo menti nuove possono creare un Mondo Nuovo. L’apertura spirituale e il collegamento con l’Unità liberano dalla gabbia dell’ignoranza e promuovono la fratellanza e il contatto universale. Perciò l’uomo deve essere interamente evoluto nelle tre dimensioni in cui opera: fisica, mentale e spirituale. Questa evoluzione deve avvenire in modo articolato. Obbiettivo principale della connessione con il tutto è seminare rispetto, amore e saggezza negli esseri e nel mondo in cui viviamo. Uno sviluppo nelle tre dimensioni promuove la crescita di principi etici fondamentali per una visione metafisica. Persone così evolute sviluppano “l’intelletto volto al Bene” e diventano una ricchezza inestimabile per tutta la società.

Loryel

L’autore di questo articolo è uno studioso e scrittore brasiliano che tiene corsi in conferenze in varie città dell’America latina e degli Stati Uniti

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