Stiamo entrando in un’era di luce

Stiamo entrando in un’era di luce

Manolo Piazza è geobiologo, in altre parole esperto delle energie naturali che influenzano la vita. La sua attività principale consiste nell’esaminare abitazioni e uffici, correggendone le eventuali energie negative. Inoltre, con il gruppo Geovita, da lui fondato insieme a Claudio Andretta, Jörg Michael Janke e Ginny Brand anche loro esperti di energie della natura, visita luoghi di forza in Ticino, aiutando le persone a connettersi con le forze naturali.

 Come si possono sentire le energie naturali?
Per percepirle dobbiamo rinunciare momentaneamente alla razionalità e affidarci all’istinto. Spesso quando sono in un bosco mi immagino di essere simile a certi aborigeni che aprono tutti i sensi alla percezione. Solo se faccio il vuoto mentale posso cominciare a percepire.

Che cosa percepisci?
Percepisco informazioni che possono essere evolutive, o al contrario distruttive, sintropiche o entropiche. Questo è il gioco della natura.

I celti, gli egizi e le altre civiltà più antiche hanno saputo riconoscere le energie della terra?
Hanno saputo riconoscerle e le hanno usate consapevolmente per ottenere vantaggi di tipo spirituale, ma anche materiale. Oggi si tende a idealizzare questi popoli, dimenticando che erano anche guerrieri, a volte crudeli, e che non di rado facevano sacrifici umani.

Quando è cominciato l’estraniamento dell’uomo occidentale da questa percezione della natura?
Direi che i greci e i romani sono stati i primi a vedere la natura come un serbatoio di risorse da sfruttare. Questa mentalità si è poi affermata nei secoli successivi, anche se un filone di conoscenza si è sempre mantenuto parallelamente alla tendenza dominante. Pensiamo a personaggi come Gioacchino da Fiore, o allo stesso Dante, che hanno trasmesso conoscenze esoteriche nei loro scritti. Per questi personaggi, come per gli antichi, il tempo era ciclico e non lineare.

Chi ha portato la geobiologia nella Svizzera di oggi?
Tra i pionieri in questo campo c’è una donna ingegnere: Blanche Merz, nata nel 1919 e scomparsa nel 2002, che per prima ha studiato le energie della natura. La Merz ha scritto vari libri, tra cui uno dedicato ai luoghi di forza in Svizzera. Tuttavia anche prima di lei nei nostri villaggi ci sono sempre state persone che misuravano le energie con il pendolo, o rabdomanti che cercavano l’acqua. Oggi c’è un forte risveglio dell’interesse per queste tematiche, che hanno avuto una specie di conferma scientifica grazie alla fisica quantistica, alla rivalutazione dei lavori di Tesla e soprattutto alla scoperta del concetto di informazione.

Ci sono i luoghi di forza in Ticino?
Certo. Sono elencati nel libro di Claudio Andretta “Luoghi energetici in Ticino”. Uno dei punti di forza più famosi è il Monte Verità, che proprio per questo motivo è stato scelto come sede dal movimento che ne ha poi preso il nome. Un altro luogo che mi piace molto è la rupe di San Zeno, tra Lamone e Origlio. È un luogo magnetico, dove cadono molti fulmini e dove ci sono stati successivamente un luogo di culto pagano e un eremo cristiano. Il nome San Zeno è stato dato dagli abitanti del luogo in onore del vescovo di Verona. Molti artigiani del posto infatti emigravano a Verona e vi lavoravano come gessatori. Interessante è anche il fatto che la chiesa sia stata costruita sulla perpendicolare della direzione energetica roccia, quasi si volesse tagliare quell’informazione utilizzata dai celti. La chiesa ha l’orientamento classico con l’ingresso a ovest e l’altare a est, mentre i pagani usavano l’energia della roccia che va da nord-est a sud-ovest. Per molti popoli l’informazione spirituale entra da nord-est, una direzione legata all’elemento acqua, mentre il sud-ovest rappresenta la terra. Questo tipo di “taglio” rispetto ai santuari pagani è comune anche ad altre chiese, come quella di Negrentino in Val di Blenio. Anche in quel punto vi era un luogo di culto celtico fortemente energetico. Nel caso di Negrentino, la chiesa stessa è stata costruita secondo parametri di geometria sacra, per cui l’energia vi è particolarmente forte e terapeutica.

Quindi queste energie possono anche guarire?
Certo, ma direi che bisogna essere pronti per ricevere una guarigione del genere, perché spesso l’apporto energetico può essere destabilizzante.

Tu in realtà non curi, ma fai scoprire i luoghi energetici e risani le abitazioni, non è così?
Infatti. Il gruppo Geovita porta le persone sui luoghi energetici con il fine di far loro sentire le forze dell’universo sia nel macro che nel micro. Vorremmo che in seguito le persone andassero da sole nei luoghi di forza e scoprissero i loro propri luoghi energetici. Inoltre armonizzo gli ambienti sia di lavoro che di abitazione. Lavoro anche sui giardini usando pietre e menhir, secondo l’antica usanza dei popoli Celtici.

Come si interviene per armonizzare una casa?
Bisogna partire dal presupposto che la casa è un essere vivente come noi, con una sua storia e una sua situazione. Ci sono case più armoniche di altre. Se si tratta di una casa antica, poniamo del Sei-Settecento, le possibilità che vi siano stati commessi episodi di violenza, o che le persone che vi hanno abitato abbiano sofferto in un modo o in un altro sono molto grandi. Queste informazioni sono rimaste registrate nel silicio dei muri e possono influire sugli abitanti attuali. Il mio intervento in questi casi è molto efficace. Posso anche armonizzare le informazioni dovute alle cosiddette geopatie, legate all’acqua sotterranea e ai nodi di Hartmann.

L’epoca in cui viviamo influisce sull’energia della terra?
Influisce moltissimo. Secondo certi indizi stiamo entrando in un’era di luce, in barba a tutto quanto dicono i mass-media. Diversi geobiologi hanno costatato che le energie negative spariscono molto più rapidamente di un tempo. A un livello più tecnico le polarità yin e yang si stanno unendo, il che significa che molte differenze scompaiono. Si sta facendo strada la consapevolezza dell’unità di tutti gli esseri e di tutto l’universo.

Come si manifesta in concreto questo cambiamento?
Diventa sempre più difficile lavorare con i bovis, ossia con l’unità di misurazione tipica della geobiologia. Una volta era convenuto che il livello di 6500 bovis rappresentava il punto neutro al disotto del quale l’energia diventava pesante, mentre oltre i 6500 bovis l’energia era considerata positiva e sintropica. Oggi invece in un momento di positività si possono raggiungere facilmente milioni di bovis e più. Si potrebbe affermare che la misura da lineare è diventata multidimensionale.

Per saperne di più:

+41 78 809 68 06

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